Impianti di depurazione biologica a
fanghi attivi “a schema tradizionale”
I depuratori biologici a fanghi attivi “a schema
tradizionale” vengono realizzati nella versione che oggi viene
adottata nei grandi impianti urbani, quindi lungamente sperimentati,
realizzando un favorevole compromesso di minima spesa tra costi
d’impianto e spese d’esercizio.
La depurazione biologica dei liquami avviene in due
stadi:
in seguito ad un assorbimento di energia una
parte delle sostanze organiche inquinanti è dapprima ossidata,
mentre parallelamente si formano nuove sostanze cellulari;
i batteri si concentrano in fiocchi facilmente
decantabili (i fiocchi di fanghi attivi risultano così composti
di una sostanza vischiosa, nella quale sono presenti i batteri
ed i protozoi mentre l’acido carbonico, l’ossigeno, il fosforo
sono approssimativamente presenti nella proporzione di
5:1:0,15).
Gli impianti a fanghi attivi sono così strutturati:
Eventuali Trattamenti meccanico-fisici;
Sedimentazione primaria realizzata con impianti
Imhoff alla quale s aranno collegati i digestori;
Ossidazione biologica per il trattamento del
fango primario;
Sedimentazione secondaria;
Bacino di accumulo e ispessimento del fango
stabilizzato;
Bacino di clorazione.
Lo schema prevede: una linea acque, i cui
trattamenti determinano la depurazione della portata liquido del
refluo, ed una linea fanghi, i cui trattamenti coinvolgono la parte
solida separata dalla fase liquida, che deve subire anch’essa
trattamenti specifici per poter essere smaltita come rifiuto solido.