NEWS

PRODOTTI
 
 

 


Impianti di accumulo e trattamento delle Acque di Prima Pioggia

 

Premessa

La gestione delle acque di prima pioggia è uno degli obiettivi primari ai fini della tutela dei corpi idrici ricettori. Tali acque, infatti, costituiscono il veicolo attraverso cui un significativo carico inquinante costituito da un miscuglio eterogeneo di sostanze disciolte, colloidali e sospese, comprendente metalli, composti organici ed inorganici, viene scaricato nei corpi idrici ricettori nel corso di rapidi transitori.

  • La acque di prima pioggia necessitano pertanto di opportuni trattamenti al fine di assicurare la salvaguardia degli ecosistemi acquatici conformemente agli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).
     

  • In ambito urbano le sorgenti che causano l’alterazione della qualità delle acque meteoriche di dilavamento possono essere distinte in sorgenti diffuse sul territorio (rete stradale, parcheggi, etc.) e sorgenti puntuali come nodi infrastrutturali e piazzali di siti produttivi, nelle quali la tipologia di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta. Per quanto concerne le sorgenti diffuse, come documentato in letteratura, sono state condotte numerose campagne di monitoraggio per la caratterizzazione delle acque di prima pioggia volte alla determinazione sia del processo di formazione ed accumulo delle sostanze inquinanti sia alla successiva fase di trasporto all’interno del sistema di drenaggio di tipo unitario e separato.

 

Normativa

L’art. 113 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III (Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento) afferma che le acque vanno disciplinate. Le direttive comunitarie n° 91/271/CEE (Trattamento delle acque reflue urbane), e n° 91/676/CEE (Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia), entrambe recepite dallo stato italiano, affermano:

 

 “.......ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le regioni, previo parere del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, disciplinano e attuano:

a) le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate;

b) ……, ecc.”.

La legge della regione Lombardia del 24 marzo 2006 n° 4, relativa alla “Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne” in attuazione dell’articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n°26 (BURL del 28 marzo 2006 n° 13, 1° suppl. ord.) sancisce (si riportano alcuni articoli) :

 

Art. 3 (acque di prima pioggia e di lavaggio soggette a regolamentazione)

 

La formazione, il convogliamento, la separazione, la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque di prima pioggia sono soggetti alle disposizioni del presente regolamento qualora tali acque provengano:

a) da superfici scolanti di estensione superiore a 2000 mq, calcolata escludendo le coperture e le aree a verde, costituenti pertinenze di edifici ed installazioni in cui si svolgono le seguenti attività: industria petrolifera, industrie chimiche, trattamento e rivestimenti dei metalli, concia e tintura delle pelli e del cuoio, produzione della pasta carta (della carta e cartone), produzione di pneumatici, aziende tessili che eseguono stampa tintura e finissaggio di fibre tessili, produzione di calcestruzzo, aree intermodali, autofficine, carrozzerie;

VIDEO IMPIANTO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

richiede plug-in di QuickTime

Schema di processo
 

b) dalle superfici scolanti costituenti pertinenza di edifici ed installazioni in cui sono svolte attività di deposito rifiuti, centro di raccolta e/o trasformazione degli stessi, deposito di rottami e deposito di veicoli destinati alla demolizione;

 

c) dalle superfici scolanti destinate al carico e alla distribuzione di carburante ed operazioni connesse e complementari nei punti vendita delle stazioni di servizio per autoveicoli;

 

d) dalle superfici scolanti specificatamente o anche saltuariamente destinate al deposito, al carico, allo scarico, al travaso e alla movimentazione in genere delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell’allegato 5 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III.

Art. 5 (sistemi di raccolta e convogliamento delle acque di prima pioggia e di lavaggio)

1) Tutte le superfici di cui all’articolo 3 devono essere impermeabili.

 

2) Le acque di prima pioggia e le acque di lavaggio, che siano da recapitare in corpo d’acqua superficiale ovvero sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, devono essere avviate ad apposite vasche di raccolta a perfetta tenuta, dimensionate in modo da trattenere complessivamente non meno di 50 mc per ettaro di superficie scolante (di seguito vasche di prima pioggia).

 

3) Alle acque meteoriche di dilavamento deve essere destinata una apposita rete di raccolta e convogliamento, munita, nei casi di cui al comma 2, di un sistema di alimentazione delle vasche di prima pioggia che le escluda automaticamente a riempimento avvenuto; la rete deve essere dimensionata sulla base degli eventi meteorici di breve durata e di elevata intensità caratteristici di ogni zona, e comunque quanto meno assumendo che l’evento si verifichi in quindici minuti e che il coefficiente di afflusso alla rete sia pari a 1 per la superficie scolante e a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo ad esse contigue, escludendo dal computo le superfici incolte e quelle di uso agricolo.

La normativa della regione Lombardia è ormai adottata da quasi tutte le regioni italiane.

La sanzione prevista per chi non osserva tali disposizioni legislative è regolata dalla 152/2006 parte III art. 133 comma 9 con una multa da 1500 a 15000 euro e per chi non rispetta l’art 113 dello stesso decreto comma 3 si applica la sanzione penale enunciata nel D.Lgs 152/2006 parte III art. 137 comma 9 che prevede l’arresto da 2 mesi a 2 anni.

 

Descrizione e funzionamento

 

Il trattamento delle acque di prima pioggia prevede un sistema di grigliatura, dissabbiatura e disoleatura. Le acque di prima pioggia vengono convogliate tramite un pozzetto di by-pass (separatore acque di prima pioggia dalle acque di seconda pioggia) in apposite vasche dette “Vasche di prima pioggia”. Il sistema di trattamento prevede 3 fasi distinte:

 

  1. Separare tramite un pozzetto scolmatore le prime acque meteoriche, che risultano inquinate, dalle seconde.
     

  2. Accumulare temporaneamente le prime acque meteoriche molto inquinate perché dilavano le strade ed i piazzali, per permettere, durante il loro temporaneo stoccaggio, la sedimentazione delle sostanze solide;
     

  3. Convogliare le acque temporaneamente stoccate ad una unità di trattamento per la separazione degli idrocarburi.

Nella pratica corrente, le acque di prima pioggia vengono separate da quelle successive (seconda pioggia) e rilanciate all’unità di trattamento ( Disoleatori NS ) tramite un bacino di accumulo interrato di capacità tale da contenere tutta la quantità di acque meteoriche di dilavamento risultante dai primi 5mm di pioggia caduta sulla superficie scolante di pertinenza dell’impianto.

 

Il bacino è preceduto da un pozzetto separatore che contiene al proprio interno uno stramazzo su cui sfiorano le acque di seconda pioggia dal momento in cui il pelo libero dell’acqua nel bacino raggiunge il livello della soglia dello stramazzo. Nel bacino è installata una pompa di svuotamento che viene attivata automaticamente dal quadro elettrico tramite un microprocessore che elabora il segnale di una sonda rivelatrice di pioggia installata sulla condotta di immissione del pozzetto. Alla fine della precipitazione, la sonda invia un segnale al quadro elettrico il quale avvia la pompa di rilancio dopo un intervallo di tempo pari a 96 h meno il tempo di svuotamento previsto.

 

Se durante tale intervallo inizia una nuova precipitazione, la sonda riazzera il tempo di attesa. Una volta svuotato il bacino, l’interruttore di livello disattiva la pompa e il sistema si rimette in situazione di attesa.

Schema di processo

 

Schema di processo

 

Voce di capitolato


Impianto di trattamento acque di Prima Pioggia tipo MUSILLI serie W400 , realizzato con cisterne di accumulo monolitiche prefabbricate in cav ad alta resistenza verificate per carichi stradali di Iª categoria antisismica, completo di sezione per la dissabbiatura, pozzetto prefabbricato in cav di bypass, innesti di collegamento in pvc, solette di copertura prefabbricate in cav carrabili verificate per carichi di Iª categoria antisismica con ispezioni a passo d’uomo e chiusini classe D400. Le cisterne sono equipaggiate all’interno con sensore di pioggia, valvola antiriflusso, elettropompa sommergibile di sollevamento acque stoccate, completa di piede di accoppiamento automatico alla tubazione di mandata, quadro elettrico di comando e protezione, integrato a logica elettronica programmabile (PLC). L’impianto è dimensionato secondo la legge della regione Lombardia n°26 del 12/12/2003 art. 52 comma 1° (BURL del 28 marzo 2006 n° 13, 1° suppl. ord.), e nel rispetto del D.Lgs n. 152 del 3/4/2006. L’impianto è costruito da azienda in possesso di certificazione di Sistema Qualità Aziendale UNI EN ISO 9001:2008 certificato ICMQ. In supplemento è possibile fornire l’impianto disoleatore tipo MUSILLI serie W200, realizzato con cisterne prefabbricate in cav ad alta resistenza in CAV verificate per carichi stradali di Iª categoria antisismica, ed equipaggiato con soletta di copertura prefabbricata in cav verificata per carichi stradali di Iª categoria antisismica con ispezioni a passo d’uomo e chiusini in ghisa classe D400, filtro a coalescenza ed otturatore a galleggiante. L’impianto disoleatore è dimensionato secondo la norma UNI EN 858 parte 1 e 2.

 

Codice

N°cisterne

Dimensioni (mm)

Volumi ( mc)

Peso* kg

Area servita mq

ø 

L

B

H

1

1.500

-

-

2.000

3,14

3.000

630

1

2.000

-

-

2.000

5,43

4.400

1.100

1

2.300

-

-

2.000

7,35

5.400

1.500

1

-

2.500

2.500

2.500

11,43

7.500

2.300

1

-

5.000

2.500

2.500

22,7

14.200

4.600

1

-

7.500

2.500

2.500

35

18.300

7.000

2

-

5.000

5.000

2.500

45

28.400

9.000

2

-

7.500

5.000

2.500

70

36.600

14.000

2

-

12.500

5.000

2.250

105

60.000

21.000

4

-

7.500

10.000

2.500

140

73.200

28.000

3

-

12.500

7.500

2.250

158

90.000

32.000

4

-

12.500

10.000

2.250

210

120.000

42.000

5

-

12.500

12.500

2.250

260

150.000

52.000

6

-

15.000

12.500

2.250

320

180.000

64.000

5

-

-

-

-

-

134.200

47.000

1

-

12.500

2.500

2.250

-

30.000

10.500

Pannelli
Prefabbricati

-

-

-

-

.....

.....

.....

*escluso solette di coperture e pozzetto di bypass

 

Calcolo delle portate pluviali

La quantificazione delle portate di pioggia riveste un’importanza determinante per il dimensionamento dei collettori e delle relative opere di trattamento.
Tale quantificazione può essere calcolata e verificata tramite diverse teorie e modelli enunciati in seguito, a cui fa riferimento la Musilli Spa.
 

  • Trattazione teorica per la determinazione dell’afflusso meteorico con conseguente studio idrologico delle piogge intense.

  • Calcolo delle portate meteoriche addotte dalle superfici urbane ai collettori fognari.

  • Calcolo del volume delle acque di prima pioggia :
     

    a) Metodo del tempo di corrivazione

    b) Metodo del tempo di prima pioggia.

    c) Metodo dell’altezza di prima pioggia.

A titolo esemplificativo riportiamo qui di seguito, una tabella utile per la rapida determinazione del volume delle acque di prima pioggia in rapporto alle superfici scolanti, ottenuto utilizzando il metodo dell’altezza di prima pioggia.

 

SUPERFICI

 

[m2]

ALTEZZA DI PIOGGIA

 

 [mm] 

VOLUMI DI PIOGGIA

  

[m3]

PORTATA DI PIOGGIA

  

[l/sec] 

2000

5

10

11,11

3000

5

15

16,67

4000

5

20

22,22

5000

5

25

27,78

6000

5

30

33,33

7000

5

35

38,89

8000

5

40

44,44

9000

5

45

50,00

10000

5

50

55,56

11000

5

55

61,11

12000

5

60

66,67

13000

5

65

72,22

14000

5

70

77,78

15000

5

75

83,33

16000

5

80

88,89

17000

5

85

94,44

18000

5

90

100,00

19000

5

95

105,56

20000

5

100

111,11

21000

5

105

116,67

22000

5

110

122,22

23000

5

115

127,78

24000

5

120

133,33

25000

5

125

138,89

26000

5

130

144,44

27000

5

135

150,00

28000

5

140

155,56

29000

5

145

161,11

30000

5

150

166,67

31000

5

155

172,22

32000

5

160

177,78

33000

5

165

183,33

34000

5

170

188,89

35000

5

175

194,44

36000

5

180

200,00

37000

5

185

205,56

38000

5

190

211,11

39000

5

195

216,67

40000

5

200

222,22

41000

5

205

227,78

42000

5

210

233,33

43000

5

215

238,89

44000

5

220

244,44

45000

5

225

250,00

46000

5

230

255,55

47000

5

235

261,11

48000

5

240

266,66

49000

5

245

272,22

50000

5

250

277,77

51000

5

255

283,33